Siamo tutti clandestini, tutti incapaci di spiegare perché il caso ci ha depositato qui e non altrove, perché i nostri figli possono andare a scuola e perché possiamo essere curati senza essere denunciati.
Siamo tutti clandestini, nati in mezzo all’egoismo e allo spreco invece che in mezzo alla guerra e alla carestia. Siamo tutti clandestini, privi dell’immaginazione che serve per sentire la traversata di un deserto, i giorni in mezzo al mare nell’attesa di una costa che ci salvi, la fame e la sete che mordono la carne e che si portano via vecchi, donne e bambini.
Siamo tutti clandestini, ugualmente destinati alla morte, ugualmente ospiti di questo angolo dell’universo, inutilmente aggrappati a quello che non ci siamo mai davvero meritati.
D.G.
Filed under: scritti | Lascia un commento »

