Siamo tutti clandestini

Siamo tutti clandestini, tutti incapaci di spiegare perché il caso ci ha depositato qui e non altrove, perché i nostri figli possono andare a scuola e perché  possiamo essere curati senza essere denunciati.
Siamo tutti clandestini, nati in mezzo all’egoismo e allo spreco invece che in mezzo alla guerra e alla carestia. Siamo tutti clandestini, privi dell’immaginazione che serve per sentire la traversata di un deserto, i giorni in mezzo al mare nell’attesa di una costa che ci salvi, la fame e la sete che mordono la carne e che si portano via vecchi, donne e bambini.
Siamo tutti clandestini, ugualmente destinati alla morte, ugualmente ospiti di questo  angolo dell’universo, inutilmente aggrappati a quello che non ci siamo mai davvero meritati.

D.G.

Da Venezia a Berlino. L’anteprima del nuovo spettacolo “Rosso” è prevista per l’11 giugno

Gentes

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